Influencer marketing: la strategia vincente per diventare una star dei social

Guadagnare con il web è possibile, non serve per forza essere dei piccoli Bill Gates o dei geni dell’informatica. I social network sono una macchina di visibilità senza precedenti: anche le persone ‘comuni’, sfruttando a dovere questo strumento, possono esprimere il loro talento ed arrivare al grande pubblico.

Foto da mediakix.com

C’è chi fa belle foto, chi viaggia e confeziona video indimenticabili, chi invece è appassionato di videogiochi o serie tv e diventa una sorta di guru nella nicchia di settore.

Poi c’è il mondo del food e della moda: avere un certo gusto in fatto di outfit ed essere fotogenici significa portare a casa numeri interessanti in fatto di likes e follower. Senza dimenticare i teneri, simpatici e buffi animali domestici: non hanno lo smartphone ma se il padrone si reinventa buon manager diventano impareggiabili calamite di sguardi (e views). Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti.

Ci sono tanti modi per farsi notare sui social, e con un poco di organizzazione è anche possibile guadagnarci qualcosa.

Lo dimostrano coloro che negli ultimi anni hanno saputo cavalcare con successo la dirompente ascesa dell’influencer marketing. Persone che, con costanza, talento e determinazione hanno saputo fare della passione un business, e che hanno conquistato un pubblico di decine di migliaia (o addirittura milioni) di fedeli seguaci virtuali. Fortuna (per loro) che i guadagni sono tutt’altro che virtuali.

Foto da instagram @chiaraferragni

Uno youtuber con sette milioni di iscritti può arrivare a guadagnare, compresi ovviamente gli introiti esterni, 300 mila dollari per ogni video pubblicato. Su Facebook i cosiddetti top influencer possono portare a casa anche 180 mila dollari per ogni post. Pure quelli con un seguito meno numeroso, intorno ai 100 mila follower, racimolano 5 mila dollari per ogni foto su Instagram.

Le aziende si sono accorte del potenziale di questi personaggi e, per intercettarli e fargli promuovere il brand, pagano, anche bene. Dopotutto, perché investire solo e soltanto nella pubblicità ‘tradizionale’ quando un video o una foto che ritrae il prodotto di turno arriva a tantissime persone, genera maggiore coinvolgimento e appare direttamente sullo smartphone in modo più leggero, gradevole e velato?

In questo scenario gli influencer, coloro che un tempo erano chiamati semplicemente testimonial, spopolano. La sostanza, da allora, non è cambiata molto, in fin dei conti. Con la differenza che oggi chiunque può aspirare a diventare star del web. Basti pensare ai top influencer del momento: molti sono partiti dal ‘basso’ e hanno fatto gavetta.

Foto da trendingfamily.com


Michelle Phan è una makeup artist diventata imprenditrice grazie ai social, ora è co-fondatrice di Ipsy, una società valutata 500 milioni di dollari. Alexa Chung ha iniziato con una semplice collaborazione, fino ad elevarsi a icona dello street fashion. Anche Chiara Ferragni parlava di moda (senza troppe pretese) nel suo blog. Nel giro di cinque anni è diventata la blogger più famosa al mondo.

Potenzialmente siamo tutti influencer. Bisogna essere competenti su un argomento, possibilmente qualcosa che ci appassiona, e puntarci con decisione. Soprattutto, bisogna essere originali per costruire un’identità e una reputazione solida. Bando alla mediocrità e alla banalità. Poi, i contenuti: devono essere interessanti. Per renderli visibili (e per capire cosa ‘tira’ e cosa no), bisogna interagire con la community, instaurando un rapporto con tutti i gruppi di interesse. Per iniziare è possibile far leva su apposite piattaforme di influencer marketing, con cui prendere confidenza con le dinamiche dei social e guadagnare qualche soldo, condividendo contenuti di aziende.